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Allattamento al seno: nutrimento per corpo e anima

Mamma e bambino distesi sul lettone. ll bambino succhia il latte dal seno della mamma che lo guarda.

I benefici dell’allattamento al seno sono numerosissimi

ll bambino

  • Protegge il bambino da malattie a breve e lungo termine come obesità, malattie cardiovascolari,allergie (anche sintomi di celiachia e asma), SIDS (“more in culla”), infezioni (meningite, patologie gastrointestinali, enterocolite necrotizzante, vie urinarie e otiti), malattie croniche (diabete, sclerosi multipla, artrite reumatoide), e alcuni tumori (leucemia, linfoma Hodgkin).
    Promuove lo sviluppo orofacciale, la vista, la flora intestinale (microbiota), cognitivo-relazionale. Il latte è inoltre un analgesico perché contiene endorfine.

La mamma

  • Per la mamma: diminuisce il rischio di emorragia post-partum, protegge dai tumori della sfera sessuale (seno, endometrio, ovaie), previene l’osteoporosi e aiuta il metabilusmo

Società e famiglia

  • Per la società e la famiglia: allattare al seno è economico ed ecologico, pronto all’uso, crea un momento di profondo contatto emotivo, diminuisce la spesa sanitaria. È un esempio perfetto di economia circolare biologica a cm e km zero!Il latte materno è in continuo cambiamento: nei primissimi giorni di vita del bimbo il seno produce il “colostro”, ovvero poche gocce di latte molto nutrienti che soddisfano il bambino prima che arrivi la “montata lattea” (la produzione di latte vera e propria).

Il latte materno

Il latte materno, inoltre, cambia la sua composizione a seconda dello stato di salute del bambino: il capezzolo percepisce la flora batterica della bocca del bambino, e se il piccolo è malato aumenta gli anticorpi e le sostanze per aiutarlo a guarire. Il latte materno, poi, cambia la sua composizione con la crescita del bimbo e non diventa mai “acqua”, come invece alcuni ancora credono. A parte in rare e particolari condizioni, il seno di ogni donna può produrre latte e il latte non “va via” senza motivo. Il seno funziona secondo un meccanismo di domanda-risposta: se il bambino succhia al seno, il latte viene prodotto. Se invece il bambino non si attacca al seno con una suzione corretta e frequente, oppure viene introdotto il latte artificiale, il seno non viene stimolato a sufficienza quindi la produzione di latte diminuisce gradualmente fino a smettere.In caso di necessità di supplementare l’apporto di latte al bimbo (dando latte artificiale, oppure il latte materno tirato con il tiralatte) è possibile usare dei dispositivi diversi dal biberon, di modo che il bambino non faccia “confusione” tra il capezzolo e la tettarella artificiale e non abbia quindi problemi ad attaccarsi al seno. Questi strumenti sono: bicchierino, siringa senza ago, cucchiaio, DAS (dispositivo di allattamento supplementare).A volte il percorso dell’allattamento al seno incontra delle difficoltà (ragadi, dotti ostruiti, ingorghi, mastiti, bassa produzione..), e le credenze popolari e i falsi miti sull’argomento sono tanti; l’ostetrica libera professionista può accompagnare mamma, papà e figlio in questa strada con visite domiciliari!

Ostetrica Sally Parolin

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